"ma voi ultraviolet non riuscite a fare una discussione senza farne una questione di principio?"

23-24-25 luglio


Megalavoro se penso alle ore dedicate e alla concentrazione tenuta dalle 10 del mattino a mezzanotte per questi tre giorni se penso al sudore da strizzare dalle maglie nel caldo di questi pomeriggi o solo alle note che ancora non smettevano di girarti in testa sdraiato a letto al buio della notte facendo fatica a prendere sonno per la troppa stanchezza e per l'elettricità rimasta addosso come lucertole quando perdono la coda risultato davvero emozionale una faticaccia a forte impatto resta tutto stampato sulla retina ogni momento delle incisioni ogni singola take dei pezzi anche dopo averla ripetuta nell'esecuzione anche per più di dieci volte aspettando l'ok di tutti dal riascolto e girando pagina archiviando quella traccia e arrivando al pezzo successivo strumento successivo e mente subito al lavoro per la ricerca del suono e della timbrica da dare alla nuova parte senza mai dar modo all'attenzione di infilarsi per la porta scappare dal corridoio e fiondarsi fuori dalla prima finestra aperta mi sarebbe piaciuto osservare il tutto dall'esterno per vedere le espressioni di noi miste di tensione e felicità sulle nostre facce per capire se eravamo isolati da tutto e tutti e quanto sembravamo alieni in mezzo alla vita di Ortosonico 10 pezzi incisi [...e bene, fino alla morte, fino alla versione migliore] in quattro giorni non sono pochi e la qualità dei suoni mi soddisfa molto a partire dalla batteria molto acustica che mi ricorda certi suoni di Mitch Mitchell fa navigare indietro verso quele batterie acustiche reali chiudi gli occhi mentre ascolti e le hai lì davanti acustiche o alle chitarre calde e sempre molto delineate fra loro ottimi puliti per rendere al meglio le melodie semplici alla base dei nostri pezzi e quel sentore psichedelico (soprattutto nell'ultima lenta e desertica traccia incisa in presa diretta tutti e tre il 25) che è un po' un marchio di fabbrica di uv a prescindere da pezzo e arrangiamento è un modo di suonare un atteggiamento forse comunque resta bello...bello come sentire le tue orecchie stanche o il fisico a pezzi nel momento esatto in cui decidi di chiudere la giornata (mi ricorda le partite di pallone in cortile da bambino mai stanco quando giocavi e a terra quando decidevi di rincasare)...e poi l'episodio finale a chiudere questo resoconto e a chiudere la giornata del 25 con una libera improvvisazione molto sixties fra jazz rock e blues con Luca di Ortosonico al basso (sue le parole: "...mi ricordava l'inizio di Bitches Brew") a fare a pezzi d'improvviso l'ateggiamento matematico e preciso delle session precedenti e trascinando fuori da noi tutto ciò che poteva uscirne in quel momento come togliere il tappo di una vasca da bagno piena

Improvvisare è un liberarsi registrare un album è fissare un lavoro di un anno nella "bella copia" definitiva anche questo in fondo un liberarsi
[Creare in tempo reale vs creare in tempi lunghi e ragionati] come
[la scrittura di getto vs la riscrittura in più riprese della stessa parte]
il paragone letterario regge davvero nel descrivere cosa avviene in un'improvvisazione libera di trenta minuti tutti rigorosamente fissati in hard disk e che credo sia la prima di una borderline di sfoghi a spezzare la concentrazione delle registrazioni di questo terzo disco

Al




0 commenti: